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Profilo

CURRICULUM VITAE

Il Prof. Cecchi si è specializzato nel 1977 in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare, e dal 2005 ad oggi è Professore Associato di Malattie Cardiovascolari presso l’Università degli Studi di Firenze.
Nell’aprile 1980 ha frequentato il Dipartimento di Cardiologia per lo studio della diagnosi e terapia delle “Cardiomiopatie” Royal Postgraduate Medical School, presso l’Hammersmith Hospital di Londra (Dir. Prof. J.Goodwin), mentre nel 1983, nell’87 e nell’89 ha frequentato il Cardiology Branch (Dir. Dr. S. Epstein) presso il National Heart, Blood and Lung Institute del National Institutes of Health(NIH) di Bethesda, Maryland, USA; nel maggio e nell’agosto 1991 ha inoltre collaborato col The Hospital for Sick Children di Londra, per lo studio ed il trattamento delle Cardiopatie congenite e Cardiomiopatie infantili.

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ALTRE INFORMAZIONI

Il Prof. Cecchi ha ampia esperienza clinica nella diagnosi strumentale (ECG, fonocardiografia, emodinamica e coronarografia, ma in particolare Ecocardiografia colordoppler) e nella gestione della cardiopatia ischemica e valvolare, delle cardiopatie congenite, della ipertensione arteriosa, dello scompenso cardiaco oltre ovviamente anche delle Cardiomiopatie.
Ha esperienza anche nella valutazione epidemiologica e prevenzione della cardiopatia ischemicaIl Prof. Cecchi ha svolto 105 relazioni su invito a corsi o congressi internazionali e 165 relazioni svolte su invito a corsi o congressi nazionali. Come relatore ha partecipato a tutti i 5 “Summit on diagnosis e management of Hypertrophic Cardiomyopathy” (Minneapolis-USA).

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CARDIOMIOPATIA IPERTROFICA

La cardiomiopatia ipertrofica è una patologia genetica del miocardio (il tessuto muscolare proprio del cuore) caratterizzata da un ispessimento delle pareti cardiache (cardiomiopatia = malattia del muscolo cardiaco, ipertrofica = aumento di spessore delle pareti cardiache), senza alcuna causa evidente. È una malattia familiare trasmessa dai parenti di primo grado, determinata da mutazioni su geni che codificano per le proteine del sarcomero, l’unità contrattile del miocardio.

Il decorso della malattia è molto variabile. La maggior parte dei pazienti ha un decorso favorevole in assenza di sintomi o complicanze importanti. Una minoranza può sviluppare sintomi di insufficienza cardiaca (dispnea che si presenta dopo sforzi di grado variabile) od aritmie potenzialmente pericolose per la vita. I sintomi, ed in particolare le aritmie, possono svilupparsi indipendentemente dall’età, ed anche in pazienti molto giovani. La cardiomiopatia ipertrofica, essendo spesso presente in assenza di sintomi, è anche la causa più frequente di aritmie pericolose per la vita negli atleti.

PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE

É ampiamente dimostrato attraverso gli studi epidemiologici che il rischio cardiovascolare è reversibile e la riduzione dei livelli dei fattori di rischio porta a una riduzione degli eventi e della gravità degli stessi. L’infarto e l’ictus riconoscono fattori di rischio comuni modificabili attraverso interventi che promuovano corretti stili di vita e, là dove non fosse sufficiente, attraverso un’appropriata terapia farmacologica.

In Italia i tassi di mortalità per cardiopatia coronarica hanno avuto un andamento in discesa a partire dalla metà degli anni Settanta, mantenendosi a livelli molto più bassi rispetto ai Paesi del Nord Europa e agli Stati Uniti. Dal 1980 i tassi di mortalità coronarica aggiustati per età sono diminuiti da 267,1 a 141,3 per 100.000 negli uomini e da 161,3 a 78,8 nelle donne, di età 25-84 anni, producendo nel 2000 42.930 morti coronariche in meno (24.955 negli uomini, 17.975 nelle donne). Circa il 40% di questa diminuzione è dovuto ai trattamenti specifici, principalmente per lo scompenso cardiaco (14%), e terapie in prevenzione secondaria dopo un infarto del miocardio o una rivascolarizzazione (6%). Circa il 55% è invece dovuto ai cambiamenti nei maggiori fattori di rischio cardiovascolare nella popolazione italiana, principalmente la riduzione della pressione arteriosa (25%) e della colesterolemia totale (23%).

Patologie

TRATTATE

  • Ipertensione arteriosa
  • Malattia di Fabry
  • Miocardite
  • Prevenzione morte improvvisa
  • Patologie cardiache congenite
  • Stenosi e insufficenza aortica
  • Stenosi e insufficenza mitralica
  • Ventricolo sinistro non compatto
  • Amiloidosi cardiaca
  • Aritmie atriali e ventricolari
  • Aritmie dello sport
  • Cardiomiopatia dilatativa e ipertrofica
  • Cuore d'atleta
  • Fibrillazione atriale, flutter atriale
  • Insufficienza e scompenso cardiaco